Peppa Marriti Band, trentacinque anni di Rockarbëresh: il nuovo album "Live at Theater" in uscita il 6 novembre

dal 02-11-2026 al 31-08-2031

COSENZA, - Cosenza

Descrizione

Trentacinque anni di musica, ricerca e identità culturale. Il rock come linguaggio espressivo, le radici arbëreshe come cifra distintiva. La Peppa Marriti Band, formazione calabrese nata a Santa Sofia d’Epiro, torna il 6 novembre con il suo quarto album, "Live at Theater", registrato dal vivo nel corso del tour durante la tappa al Teatro comunale di Mendicino nell’ambito della rassegna Sguardi a Sud a cura della compagnia Porta Cenere. Un nuovo capitolo di un percorso musicale che, dal 1991, mette in relazione il rock americano con il patrimonio melodico e culturale della tradizione arbëreshe e balcanica. Il disco sarà disponibile in formato CD, con Label e distribuzione Hi_Qu Music, e in digitale su tutte le piattaforme, distribuito da ADA Music Italy (Warner).

Le chitarre di Angelo Conte e Antonio Castrovillari definiscono l’ossatura acustica ed elettrica del progetto. Il basso di Demetrio Corino e la batteria di Enzo Astone ne consolidano l’impianto ritmico, conferendogli spessore e dinamismo. Su questa trama si innesta il violino di Pino Murano, elemento centrale di una scrittura nella quale il rock incontra le sonorità dell’Europa orientale, i motivi della tradizione popolare si misurano con le distorsioni elettriche e le suggestioni balcaniche trovano una declinazione contemporanea. Ne scaturisce un impasto sonoro articolato, nel quale convivono intensità interpretativa e raffinatezza compositiva. Una musica capace di alternare impeto e malinconia, immediatezza e sperimentazione, energia elettrica e profondità evocativa. Il centro della proposta è l’arbëreshe. Ricondurre la produzione della band al solo rock sarebbe riduttivo; classificarla come folk non restituirebbe altrettanto fedelmente la natura della sua ricerca. Il Rockarbëresh della Peppa Marriti Band è una sintesi originale, maturata attraverso decenni di contaminazioni, nella quale linguaggi e tradizioni differenti si confrontano e trasformano reciprocamente. Il risultato dimostra come l’appartenenza alle proprie origini possa alimentare nuove forme espressive, senza perdere il rapporto con la matrice da cui provengono. Un repertorio nel quale si intrecciano sentimenti, relazioni, occasioni festive, partenze, legami familiari e il rapporto con la propria terra. È anche una scelta di resistenza culturale. In una fase storica nella quale molte lingue minoritarie registrano una progressiva contrazione del numero dei parlanti, utilizzare l’arbëreshe nella produzione musicale significa mantenerlo in circolazione, ampliarne gli ambiti d’uso e sottrarlo alla sola dimensione della memoria.

C’è un significato altrettanto preciso nella scelta del nome della formazione. Peppa Marriti non è un personaggio immaginario, né una denominazione concepita per esigenze di comunicazione artistica. È il soprannome di Diacono Atanasio, falegname di Santa Sofia d'Epiro, figura rimasta nella memoria della comunità.

«Non era un musicista, né un cantante. Era un amico», precisa la band, ricostruendo l’origine di un nome che, nel tempo, ha assunto un significato più ampio della semplice dedica. Peppa Marriti era una persona conosciuta e vicina ai fondatori. La sua storia ha lasciato un segno nel gruppo, fino a diventare il simbolo di una presa di posizione: dare voce a chi non viene ascoltato, sottrarre all’invisibilità le persone che la società tende a lasciare indietro. «Tutti possiamo essere Peppa Marriti», affermano i musicisti. Non un’etichetta, ma un invito a guardare oltre le apparenze e le condizioni individuali, riaffermando il diritto di ciascuno a essere riconosciuto e ad avere un posto nel mondo.
Ufficio stampa Denise Ubbriaco

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